Principi attivi della canapa indiana o Cannabis sativa, pianta originaria dell’Asia Centrale. Il più importante, sia per attività farmacologica sia per quantità percentuale, è il tetraidrocannabinolo (THC). La Cannabis è utilizzata sotto tre forme: la canapa naturale (marijuana) rappresentata dalle foglie e dalle sommità fiorite seccate e tritate e poi fumate mischiate a tabacco; la resina (hashish), che può essere fumata o assorbita per os; l’olio, che è un distillato concentrato, oleoso e che rappresenta la forma a più rapido assorbimento se assunto per via orale.Il picco plasmatico dei cannabinoidi viene raggiunto in 3 ore e la durata di azione è di 5 ore circa. Vengono metabolizzati dal fegato producendo metaboliti più attivi dello stesso THC, che aumentano per induzione enzimatica durante l’intossicazione cronica. Per questa ragione, gli effetti della droga sono più intensi nei fumatori abituali che nei fumatori occasionali.Il THC agisce sui recettori muscarinici del parasimpatico e sul sistema GABAergico. Gli effetti positivi si susseguono in 3 fasi: fase di esaltazione con benessere euforico, fase di estasi con rilassamento e infine sonno.Esiste un fenomeno di tolleranza ai cannabinoidi, la dipendenza fisica è minima, ma esiste una sicura dipendenza psichica.

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