Compare per la prima volta nella terza edizione del DSM, definito da tre criteri che nel DSM-IV sono diventati 8. Viene delineato come una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta. Il soggetto ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane; ha bisogno che altri si assumano la responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita; ha difficoltà a esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto e approvazione; ha difficoltà a iniziare progetti o a fare cose autonomamente; può giungere a fare qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri; si sente a disagio o indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace di provvedere a se stesso; quando termina una relazione stretta, ne ricerca urgentemente un’altra come fonte di accudimento e supporto; si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a se stesso.È diagnosticato frequentemente e spesso in associazione a disturbo distimico, depressione, ansia e in connessione ad altri disturbi di personalità come quello borderline, istrionico e di evitamento.I primi autori psicoanalisti ritenevano che i problemi di dipendenza fossero connessi con i disturbi della fase orale dello sviluppo psicosessuale. Secondo K. Abraham, l’allattamento sarebbe stato così piacevole e indisturbato da ingenerare la convinzione che ci sarà sempre un surrogato della figura materna disposto ad accogliere e a farsi carico dei problemi. Oggi, nel rigettare una lettura fase-specifica, si propende per un modello pervasivo di rinforzo genitoriale sulla dipendenza durante le fasi dello sviluppo. Madri ipercoinvolte e molto intrusive sono molto comuni in questo gruppo di pazienti.Il soggetto dipendente cerca chi si prenda cura di lui a causa delle ansie che sono presenti al di là dell’apparenza. L’aggrapparsi dipendente spesso maschera aggressività, ma può essere anche una via per evitare la riattivazione di esperienze traumatiche del passato.La Horney ha descritto nel tipo compiacente la persona che come strategia fondamentale di vita si muove verso gli altri. Il sentirsi deboli e indifesi, la tendenza alla sottomissione e la fluttuazione dell’autostima in rapporto all’approvazione o al rifiuto degli altri sono state tratteggiate da E. Fromm nella caratterizzazione dell’orientamento recettivo. Per questi soggetti infatti la sorgente del bene sarebbe esclusivamente all’esterno.L’approccio terapeutico è esclusivamente psicologico.

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