PSICOLOGIA DESCRITTIVA

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Movimento di impostazione metodologica originato da W. Dilthey al fine di rendere autonoma la psicologia dai metodi peculiari delle scienze della natura che, se applicati a essa, possono mettere in pericolo l’oggetto specifico della psicologia, facendogli perdere cioè la soggettività. Essendo l’individuo parte del mondo storico-sociale, la comprensione di tale mondo, che si compie nelle scienze dello spirito, rende indispensabile avvalersi di procedimenti propri, diversi da quelli delle scienze naturali, dove la distinzione tra soggetto e oggetto del conoscere si pone in modo totale. Dilthey ritiene, infatti, che, al fine di comprendere gli eventi della vita psichica, occorra avvalersi delle scienze dello spirito, perché loro oggetto di studio sono i fatti che nascono in origine dall’interno, e non ricorrere al metodo delle scienze della natura, che analizza i fenomeni dall’esterno, limitandosi in tal senso alla loro spiegazione. La comprensione del soggetto non si fonda perciò su metodi fisici, ma trae origine dalla sua dimensione storica e soprattutto dal suo vissuto (Erlebnis). Il vissuto, non il dato, diventa quindi l’oggetto delle scienze dello spirito, non come “fenomeno dato attraverso i sensi, come riflesso del reale nella conoscenza, ma (come) una connessione vissuta dentro di noi”, dove i fatti psichici vengono a essere esperiti soltanto se vissuti.Il passaggio da una psicologia esplicativa a una descrittiva indica il passaggio da una psicologia che intende spiegare la costituzione della psiche in termini di leggi, forze, singole componenti, al pari di “una specie di ‘meccanica’ psicologica”, a una psicologia che, considerando l’attività psichica come una connessione vivente, valuta i singoli elementi di tale totalità e ne descrive e studia nei minimi dettagli le funzioni che a essi si correlano, evitando l’interpretazione di qualsiasi costruzione causale dei processi psichici. “In psicologia le ipotesi non giocano assolutamente lo stesso ruolo che giocano all’interno della conoscenza naturale. In questa, infatti, ogni insieme strutturale si costituisce attraverso il sistema delle ipotesi, nella psicologia invece è dato proprio l’insieme strutturale in maniera originale e continua, perché la vita è ovunque e soltanto come insieme”. Secondo Dilthey, quindi, per attribuire rigore e certezza ai metodi delle scienze dello spirito occorre una fondazione gnoseologica elaborata ricorrendo a una psicologia che parta dall’unità interiore immediata del concreto soggetto storico e non risalga invece da una molteplicità di elementi distinti alla loro totalità tramite un iter costruttivo, come nel caso delle scienze della natura, il cui “procedere deve essere analitico, non costruttivo (…) deve partire dallo sviluppo della vita, non derivare da processi elementari”.La psicologia descrittiva di Dilthey ha in larga misura contribuito affinché quell’ambito della psicologia, che va dalla psicologia naturalistica all’esistenzialismo , passando attraverso la psicologia comprensiva, procedesse nel suo cammino di comprensione dell’individuo, allontanandosi dal tentativo di spiegarlo grazie a sistemi causali esterni a esso.

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