Il principale scopo di tutti i movimenti oculari è portare e mantenere gli stimoli visivi nella porzione centrale della retina (fovea) anche durante il movimento. Le efferenze oculomotorie più importanti sono 3: i movimenti oculari rapidi (saccadi), i movimenti oculari lenti (entrambi rientranti nell’ambito dei movimenti di versione) e i movimenti oculari di vergenza.Le saccadi sono sotto il controllo sia della volontà sia dei riflessi e sono movimenti coniugati e ballistici ; possono essere indotte da un rapido spostamento del punto di fissazione dello sguardo nello spazio, da stimolazioni di natura vestibolare o uditiva oppure da un’attività a origine cerebrale. Sono sottoposte a un controllo di tipo discontinuo e il segnale che le genera è l’errore di posizionamento retinico (discrepanza tra il bersaglio e la posizione degli occhi): la stimolazione luminosa che colpisce la retina può essere considerata come eventuale segnale di errore retinico (differenza cioè tra la posizione desiderata dell’immagine sulla retina e quella ricevuta). Quando ciò si verifica, si producono una massima facilitazione dell’agonista e una totale inibizione dell’antagonista, determinando una scarica fasica (movimento di riposizionamento) e una scarica tonica (movimento di arresto). Nel momento in cui un oggetto posto nella periferia del campo visivo cattura l’attenzione di un individuo e i suoi occhi compiono un repentino balzo per metterlo a fuoco, tale rapido balzo è appunto la saccade.Questi rapidi movimenti oculari in genere si compiono secondo uno schema costante. All’inizio, c’è un breve periodo di latenza che dura 180-250 msec circa; successivamente, gli occhi cominciano a muoversi con una velocità progressivamente crescente fino a un massimo, a cui segue un decremento altrettanto graduale. Al termine del movimento, gli occhi ripristinano la fissazione, mantenendo piccole oscillazioni di 20-40 secondi circa di arco. Durante la saccade non si ha una percezione visiva per un fenomeno di inibizione dell’afferenza sensitiva chiamato soppressione saccadica. Il centro di integrazione nervosa di tutti questi movimenti ha sede nella formazione reticolare paramediana pontina (inclusa nel nucleo dell’abducente). Esempi di saccadi volontarie sono le rifissazioni volontarie e quelle in risposta ai comandi come “guardi in alto… guardi a sinistra”; altri esempi sono i movimenti oculari rapidi (REM; vedi
Sonno), le fasi rapide del nistagmo evocato (vestibolare, optocinetico) o patologico.

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