Condizione clinica caratterizzata dal susseguirsi di crisi epilettiche ricorrenti, senza ricupero della coscienza tra le singole crisi. Rappresenta un’emergenza medica e richiede trattamento intensivo immediato. Se ne distinguono diversi tipi:Stato di “grande male”, con crisi ripetute di tipo generalizzato convulsivo. Queste provocano iperpiressia, anossia, tachicardia, ipotensione, ipoglicemia associata ad altri disturbi metabolici, tali da produrre un danno cerebrale che può portare all’exitus (sino al 10% dei soggetti non trattati).Stato di “piccolo male”, con ripetute crisi tipo assenza in bambini. Clinicamente, queste possono evidenziarsi come periodi prolungati (ore, giorni o anche settimane) di comportamento confuso e non collaborativo, che può dar luogo a interpretazioni errate da parte degli insegnanti o dei genitori (“bambini che sognano a occhi aperti”). L’EGG è essenziale per porre la diagnosi (attività di punta-onda continua o ripetitiva).Stato di male “temporale” o “parziale”, in cui crisi ripetute (parziali complesse) del lobo temporale possono provocare un periodo prolungato di amnesia e comportamento automatico, abbastanza simile allo stato di piccolo male. Anche in questo caso l’EEG è fondamentale nel porre la diagnosi (attività ripetitiva di punta-onda atipiche).Stato di male motorio o parziale semplice, con crisi ripetitive focali motorie (o semplici), solitamente in soggetti adulti con danno parenchimale acuto (traumi, accidenti vascolari o, meno frequentemente, tumori). Una forma particolare di questo ultimo stato di male è rappresentata dall’epilessia parziale continua di Kojewnikow, caratterizzata da mioclonie ripetitive dei muscoli delle dita e periorali.La terapia dei vari stati di male si basa essenzialmente sull’impiego delle benzodiazepine e.v.: diazepam 10 o più mg (5 mg/min; 0,25 mg/kg); lorazepam 4 o più mg (2 mg/min; 0,1 mg/kg); clonazepam 1 o più mg (0,5 mg/min; 0,1 mg/kg). Alternativamente, si può somministrare la fenitoina 100 o più mg (50 mg/min; 20 mg/kg) o il fenobarbital 100 mg (100 mg/min; 20 mg/kg). Il diazepam nei bambini può anche essere somministrato per via rettale (microclismi da 5 e 10 mg, alla dose di 0,5-1 mg/kg). Quando la risposta ai farmaci anticonvulsivanti non è pronta o efficace, si deve procedere all’anestetizzazione del paziente con tiopentone sodico (7-10 mg/kg per l’induzione e poi boli successivi di 50-100 mg, seguiti dall’infusione continua alla velocità di 1-3 mg/kg/ora) o la benzodiazepina a breve durata d’azione midazolam (0,2-0,3 mg/kg per l’induzione e poi in infusione continua a 0,05-0,2 mg/kg/min), oppure ancora l’anestetico generale a breve durata d’azione propofol (0,2-3 mg/kg per l’induzione e poi per infusione continua a 6-12 mg/kg/ora). Ovviamente, dovranno congiuntamente essere adottate tutte le azioni terapeutiche di tipo intensivo del caso (correzione dei disturbi metabolici eventualmente presenti; reidratazione e correzione dell’acidosi; mantenimento della pervietà delle vie aeree, con eventuale intubazione e ventilazione artificiale).

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