È lo spazio entro il quale un oggetto può essere visto mentre gli occhi rimangono fissi su un punto. La sua nitidezza non è uniforme in tutta la sua estensione poiché quando il nostro occhio fissa un’immagine soltanto essa andrà a impressionare la macula retinica (ossia il centro della visione distinta), mentre la restante parte del campo visivo solleciterà le porzioni periferiche della retina dotate di una sensibilità nettamente inferiore.Normalmente gli individui hanno una visione laterale fino a 90-100° dal punto di fissazione, medialmente fino a 60° circa; in alto è possibile vedere fino a 50-60° dal centro della visione e in basso entro 60-75°. Esistono naturalmente variazioni individuali di questo ambito, per lo più dipendenti dalle possibili differenti conformazioni facciali, ma esse in genere non hanno rilievo clinico.Tre sono i principali metodi per la valutazione del campo visivo: il metodo della mano o del confronto, il perimetro oppure il campimetro (o schermo tangente). Il metodo del confronto consiste nel confrontare il campo visivo dell’esaminatore (considerato come normale) ponendosi di fronte al paziente, ricordando che devono essere tenuti chiusi gli occhi opposti; usando una mira in movimento si chiede al paziente quando comincia a vederla avvicinare e, poi, quando comincia a distinguerne la forma e il colore. Di seguito viene valutata l’estinzione o inattenzione, ossia la capacità di vedere oggetti identici o il loro movimento quando questi sono presentati contemporaneamente nei quadranti di visione temporale, superiore e inferiore dei due occhi. È un metodo rapido, ma approssimativo in quanto permette di individuare solo alterazioni grossolane.Con il metodo del perimetro viene eseguita una valutazione sicuramente più accurata del campo visivo. Quest’ultimo viene valutato lungo l’arco di un cerchio e permette un esame accurato soprattutto della parte periferica del campo. Posto davanti allo strumento, il paziente dovrà guardare il punto di fissazione e intanto una mira attraverserà il campo lungo meridiani multipli. Devono essere segnati i punti in cui la mira comincia a essere vista e, congiungendo l’insieme di tali punti, si ottiene una linea delimitante un’area che rappresenta il campo visivo dell’oggetto in esame. Questa linea viene chiamata isottera; di regola, l’esame dovrebbe comprendere il tracciamento di almeno 3 isottere usando oggetti di forma e dimensioni differenti.La metodica dello schermo tangente implica l’utilizzo di uno schermo nero o comunque di una superficie piana su cui viene proiettato il campo della visione; l’esempio più classico è lo schermo di Bjerrum. In tal modo, viene meglio valutata la porzione centrale del campo visivo, mentre è minore l’affidabilità nell’esame delle sue porzioni periferiche. L’utilità è quindi soprattutto nella misurazione della macchia cieca fisiologica e nella dimostrazione dei difetti centrali.

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