PSICOLOGIA POLITICA

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Due sono le diverse accezioni attraverso le quali viene utilizzato il termine: come ambito della psicologia applicata, volta al conseguimento del consenso elettorale tramite inchieste, sondaggi d’opinione e attività di propaganda elaborati a opera della psicologia della pubblicità ; come studio della condotta politica di singoli uomini o di gruppi nelle loro diverse manifestazioni e nei loro fattori determinanti, partendo da modelli psicologici quali “l’etica di gruppo” o “il rapporto amico-nemico”. Il primo modello mostra come il politico venga giudicato in base alla sua abilità di essere rappresentativo del gruppo che lo elegge e di rispondere in modo soddisfacente alle sue necessità; il secondo mette in luce la politica come attività finalizzata all’aggregazione e all’unione degli amici e alla disgregazione di coloro che sono definibili come nemici. Tali ricerche psicologiche, indirizzate fondamentalmente allo studio della lotta per il potere e per il suo mantenimento, nonché alle condizioni del declino e della perdita di questi, vengono in massima parte condivise dalla psicologia sociale ; quando riguardano invece studi individualizzati sul comportamento politico, la psicologia clinica ne diventa anch’essa area di competenza.

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