(ingl. family romance; ted. Familienroman)Espressione che designa, nella teoria freudiana, l’insieme delle fantasie con cui un soggetto elabora o modifica i rapporti e i legami con i propri genitori. S. Freud ha più volte, nelle sue opere, trattato il tema delle fantasie con cui i soggetti si creano una famiglia, inventando una specie di romanzo; esempi di tali fantasie sono l’immaginarsi di non essere il vero figlio dei propri genitori, ma un trovatello, o di essere un figlio legittimo, mentre i propri fratelli sono stati adottati; oppure l’attribuzione di avventure amorose extraconiugali all’uno o all’altro genitore e ancora la fantasia di salvare la vita del padre o della madre in circostanze drammatiche. In un articolo del 1908, intitolato Il romanzo familiare dei nevrotici, Freud ricollegò tali fantasie alla situazione edipica (vedi
Edipo): tuttavia, le loro motivazioni risultano molteplici e imprecise. Il soggetto può essere deluso nei confronti dei genitori reali, non all’altezza dell’onnipotenza di cui, da bambino, li aveva dotati; oppure può esservi un tentativo di aggirare la barriera contro l’incesto o esprimere la rivalità fraterna; tali fantasie possono inoltre essere un tentativo di difendersi dagli elementi sessuali del periodo edipico.

Success message!
Warning message!
Error message!