NEVROSI o psiconevrosi

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Dizione nosografica afferente alla cultura europea relativa a sindromi caratterizzate da sintomi psicologici, comportamentali e vegetativi, determinate da conflitti intrapsichici o ambientali e ancorate a strutture di personalità biologicamente precostituite o predisposte da errori educativi (Giberti e Rossi).Si distinguono dalle psicosi (Sarteschi-Maggini) in quanto:causano una destrutturazione dell’Io meno profonda;non determinano regressione e organizzazione della personalità a livelli evolutivi inferiori;viene conservato l’insight;non alterano qualitativamente il rapporto con la realtà.La struttura di personalità, la conflittualità e i fattori situazionali interagiscono nel determinare la comparsa di sintomi specifici.Dal punto di vista psicodinamico, il carattere nevrotico (narcisista, orale, anale, sadomasochista) si determina per una fissazione della libido a una fase di sviluppo pregenitale. L’eziopatogenesi delle nevrosi è interpretata in termini costituzionalistici, di perturbazione endogena e in termini psicodinamici. In quest’ultima accezione, le n. sono considerate il tentativo inconscio del paziente di restaurare, attraverso uno stato di malattia, un equilibrio intrapsichico alterato. In senso psicanalitico, l’ansia nevrotica deriva da un conflitto non risolto tra pulsioni istintuali primarie dell’Es e motivazioni di senso opposto del Super-Io, di fronte alle quali l’Io è incapace di armonizzare tendenze opposte in accordo con il principio di realtà. Dal punto di vista psicobiologico, i disturbi d’ansia si correlano ad alterazioni neurobiologiche (vedi
Ansia, disturbi d’).Secondo la nosografia classica, possono essere distinte in: psiconevrosi d’ansia, psiconevrosi fobica, psiconevrosi ossessivo-compulsiva, psiconevrosi isterica, psiconevrosi neuroastenico-ipocondriaca.La psiconevrosi d’ansia è una situazione in cui il soggetto non ha ancora edificato difese contro l’angoscia, che pertanto è libera e fluttuante, una fase iniziale di passaggio verso situazioni psicopatologiche più stabili e sistematizzate. Corrisponde sotto il profilo clinico, in fase acuta, al disturbo di panico (vedi
Ansia, disturbi d’) del DSM-IV e, in fase cronica, al disturbo d’ansia generalizzato (vedi
Ansia, disturbi d’). Dal punto di vista psicoanalitico, l’ansia rappresenta un segnale, una risposta dell’Io a una minaccia interna in cui una pulsione istintuale proibita sta per sfuggire al suo controllo.La psiconevrosi fobica corrisponde alla fobia semplice e sociale (vedi
Fobia) del DSM-IV ed è caratterizzata dalle fobie, dalle condotte fobiche e dalla personalità fobica, definita dallo stato di costante allarme e dalla fuga come partito preso (timidezza o, al contrario, sfida, attivismo). È caratterizzata dai meccanismi di proiezione, spostamento ed evitamento (vedi
Difesa, meccanismi di). Dal punto di vista psicanalitico, la psiconevrosi fobica deriva da irrisolti conflitti in fase edipica (ansia di castrazione) (vedi
Psicoanalisi).La psiconevrosi ossessivo-compulsiva corrisponde attualmente al disturbo ossessivo-compulsivo per il quale sono stati individuati correlati biologici, trattamenti farmacologici e psicoterapeutici, soprattutto di linea cognitivo-comportamentale. Dal punto di vista psicodinamico, i sintomi sarebbero dovuti a una regressione difensiva alla fase sadico-anale e al ricorso a difese specifiche quali l’isolamento, l’annullamento, lo spostamento, la formazione reattiva; la regressione coinvolge la libido, l’Io e il Super-Io, da cui derivano l’ambivalenza (conflitto di emozioni opposte), il pensiero magico (senso che le fantasie abbiano un valore di realtà), un Super-Io tirannico (severa autocoscienza e autocritica). La personalità ossessiva o psicastenica o anale è definita dal controllo continuo sui propri pensieri, emozioni e comportamento, erotismo anale (attaccamento collezionistico, ostinazione, autoritarismo o al contrario, per la formazione reattiva, generosità, sottomissione), aggressività sadica (crudeltà, lotta contro l’autorità o cortesia, ossequiosità), rigidità cognitiva, senso del dovere e del lavoro, distacco affettivo.La psiconevrosi isterica (vedi
Isteria) è attualmente frammentata dal punto di vista nosografico (DSM-IV) tra disturbi d’ansia, somatoformi e dissociativi ed è caratterizzata, dal punto di vista psicodinamico, da rimozione, conversione, somatizzazione e dissociazione. Nella personalità isterica dominano la teatralità, l’istrionismo, la seduzione, la manipolazione. Clinicamente, si evincono parossismi isterici, turbe somatiche (motorie, sensitive, viscerali) e turbe psichiche (amnesie, stati crepuscolari, depressione ed euforia isterici). L’interpretazione psicoanalitica classica correla tutti i disturbi alla fase edipica; si evidenziano anche punti di fissazione preedipica.La psiconevrosi neurastenico-ipocondriaca (vedi
Neuroastenia) è caratterizzata dall’astenia (senso di stanchezza), senso di inefficienza e incapacità associati a disturbi della cenestesi (sensazioni spiacevoli corporee), disturbi del sistema nervoso autonomo (stipsi, tachicardia, ipotensione), lamentele somatiche. Attualmente si correla ai disturbi somatoformi. La neuroastenia sarebbe rapportabile in senso classico alla diminuita energia nervosa o sessuale. L’ipocondria deriverebbe dal ritiro della libido dagli oggetti esterni, investimento sull’Io (libido narcisistica), scaricamento a livello somatico; gratificazione dei bisogni di dipendenza e difesa dell’autostima.Le psiconevrosi posttraumatiche corrispondono a un complesso corteo sintomatologico che si presenta dopo la configurazione di un trauma fisico in particolare là dove è presente una situazione di coinvolgimento medico-legale o un indennizzo assicurativo.

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