(paidws = bambino e filia = amore)La pedofilia è un disturbo che rientra nel gruppo dei disturbi della sessualità di tipo parafilico (vedi anche
Parafilie) ed è caratterizzata dall’interesse sessuale rivolto verso bambini, in genere di età inferiore ai 13-14 anni. Tra le varie forme di parafilia è la più comune, in gran parte è maschile, con esordio di norma prima dei 18 anni. È stato osservato che i bambini che erano stati oggetto di attenzioni pedofiliche mostrano da adulti un comportamento analogo con maggior frequenza rispetto alla popolazione generale.Il 10-30% circa dei bambini subisce molestie sessuali entro i 18 anni. L’attrazione del pedofilo può essere rivolta sia verso i bambini sia verso le bambine, ma sembra che queste ultime siano le vittime più frequenti (88%); in alcuni casi, l’interesse può essere rivolto indifferentemente verso entrambi i sessi. Le fantasie e gli impulsi sessuali possono essere limitati al semplice guardare, al masturbarsi in presenza del bambino oppure arrivano alla violenza e all’atto sessuale vero e proprio. Spesso la pedofilia è attuata all’interno della cerchia familiare del soggetto, spesso associata ad altre forme di parafilie, come il voyeurismo, l’esibizionismo, il sadismo, ecc. Il disturbo presenta, generalmente, caratteristiche di cronicità, soprattutto quando l’attenzione è rivolta verso bambini dello stesso sesso; inoltre, è stata ipotizzata una trasmissione di tipo familiare. Alcuni studi elettroencefalografici hanno suggerito che la deviazione sessuale nel paziente pedofilico sia da mettere in relazione a un’alterata dominanza emisferica, caratterizzata da modificazioni delle relazioni interemisferiche a livello frontale.Il programma terapeutico è orientato verso 4 obiettivi: diminuire l’ impulso sessuale che ha come oggetto il bambino attraverso stimoli condizionanti negativi e monitorando la tumescenza del pene; diminuire il coinvolgimento emozionale nei confronti del bambino; migliorare le relazioni con altri adulti; somministrare una terapia per controllare l’ ipersessualità.Il trattamento della pedoflia si avvale soprattutto dell’approccio psicoterapeutico cognitivo comportamentale, utile in particolare per interrompere i comportamenti parafilici appresi. Buoni risultati si sono ottenuti anche con la terapia di gruppo.In alcuni casi, dove il disturbo è caratterizzato da un’ipersessualità, vengono utilizzati il ciproterone acetato (CPA) e il medrossiprogesterone acetato (MPA): il trattamento antiandrogenico, con durata superiore anche ai 4 anni, determina un marcato decremento delle fantasie e delle attività sessuali. Se la parafilia è associata ad altri disturbi psichiatrici si può ricorrere all’uso di antidepressivi e antipsicotici.

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