Perdita temporanea del senso del gusto.
Più frequentemente in seguito a malattie influenzali si può verificare una riduzione
permanente dell’acuità gustativa e olfattoria (ipogeusia e iposmia),
talora associate a un’alterazione di queste sensazioni olfattive (disgeusia,
disosmia). Anche la secchezza delle fauci, quale si osserva in alcune
sindromi, interferisce sulla percezione del gusto, in quanto gli stimoli gustativi
sono efficaci solo in un mezzo fluido.Numerose sono dunque le cause di
ageusia. Tra queste ricordiamo la sclerodermia, il mixedema e l’insufficienza
corticosurrenale, gli stati carenziali di vit. B12 e A, i tumori
dell’orofaringe, alcuni farmaci (griseofulvina, amitriptilina, penicillamina,
clorambucile e colestiramina, antitiroidei, vincristina, vinblastina, ecc.) e
l’irradiazione.Nella paralisi di Bell (paralisi faciale idiopatica) è di frequente riscontro
un’ageusia monolaterale, senza coinvolgimento della regione posteriore della
lingua.È stata descritta un’ipogeusia idopatica, in cui la diminuita acuità
gustativa è associata a disgeusia, iposmia e disosmia. Il gusto dei cibi è così
sgradevole da essere nauseante (cacogeusia e cacosmia) e la
persistenza di questi sintomi porta a dimagramento, ansia e
depressione.Alterazioni del gusto possono, infine, derivare da lesioni del
bulbo, talamiche e parietali.

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