PENSIERO

Attività operativa della psiche che permette di valutare la realtà e formulare giudizi. Questo avviene tramite processi di associazione, correlazione, integrazione, astrazione e simbolizzazione dei dati informativi (Sarteschi). Si basa sull’intelligenza e sulla memoria.Il pensiero opera tramite idee che sono “astrazioni intellettuali non riconducibili a stimoli attuali, né ad alcun oggetto concreto” (Sarteschi).Il pensiero presenta un ordine formale, determinato dalla strutturazione del pensiero (o ideazione), funzione che relaziona tra loro le singole idee. Tale funzione è soggetta a due leggi fondamentali: il ragionamento e la critica. La prima pone in relazione le idee attraverso processi logici, la seconda permette di discriminare al termine del ragionamento il vero dal falso. È in relazione sia alla logica sia a elementi soggettivi di tipo affettivo.Il pensiero può non rispettare la logica, ad esempio nell’immaginazione (che considera creativamente i problemi) e nella fantasia, dove il pensiero si libera dal legame con la realtà e dal controllo della coscienza.Il pensiero viene trasmesso e comunicato attraverso il linguaggio.In senso psicopatologico, i disturbi del pensiero si distinguono in disturbi della forma del pensiero (quindi alterazione della strutturazione o ideazione) e disturbi del contenuto del pensiero (alterazioni delle singole idee).Disturbi della forma del pensieroAccelerazione delle idee. È un pensiero molto ricco di contenuti ideici che scorrono velocemente, superficialmente, con incapacità del soggetto di soffermarsi sui singoli contenuti, sino ad avere l’impressione che le idee corrano in una sorta di fuga (fuga delle idee). L’associazione tra i singoli temi ideativi è quindi operata in modo superficiale, ad esempio per rime o assonanze. Il linguaggio è pertanto fluido, abbondante (logorrea), inarrestabile e talora musicale, con inserimento di giochi di parole e battute.Tale disturbo è presente nel disturbo ipo- e maniacale, nell’intossicazione alcolica e sotto l’effetto di psicostimolanti.Rallentamento delle idee e inibizione del pensiero. È l’opposto del precedente. Il pensiero decorre faticosamente, lentamente sino a ristagnare. Il paziente risponde con esitazione, lentezza e ritardo alle domande, in modo spesso laconico. Di norma, anche la mimica del viso è rallentata sino all’inibizione (arresto psicomotorio). In clinica si evidenzia in corso di depressione, soprattutto endogena, di schizofrenia catatonica e di sindromi psicorganiche.Pensiero prolisso, circostanziato e perseveranteProlissità. Raggiungimento non diretto della meta del discorso con l’interposizione di idee secondarie.Circonstanzialità. Eloquio ricco di dettagli irrilevanti sino alla vischiosità (ad es., nell’epilessia temporale).Perseverazione. Persistenza nella coscienza di pensieri, ripetuti continuamente e acriticamente, non rimpiazzati da nuove stimolazioni. Presente nei soggetti affaticati, durante intossicazione alcolica e in corso di sindromi psicorganiche.Dissociazione del pensiero. Perdita dei nessi associativi tra le singole idee, con il risultato di un pensiero frammentario e bizzarro. Sono presenti fusioni di concetti diversi in un’idea eterogenea, iperinclusione di un concetto inappropriato in una logica di pensiero, deragliamenti del corso del pensiero e intoppi del pensiero. È un disturbo tipico delle psicosi schizofreniche.Dissociazione secondaria. Disgregazione del corso del pensiero dovuta a un’alterazione dello stato di coscienza, con diminuzione della vigilanza e fluttuazione tra sogno e realtà. È presente nelle psicosi confusionali organiche.Pensiero ossessivo (vedi
Disturbo ossessivo-compulsivo). Presenza di idee, impulsi, immagini intrusive vissuti come propri dall’individuo. È presente di norma nel disturbo ossessivo-compulsivo, nella schizofrenia e in alcune forme organiche.Disturbi del contenuto del pensieroSono rappresentati essenzialmente dal delirio.Secondo alcuni Autori rientra nei disturbi del contenuto del pensiero anche l’idea prevalente. Si tratta di idee che predominano su ogni altro pensiero, sostenute da un fondo affettivo e ispiranti la condotta dell’individuo. Sono correlate ad argomenti di natura etica, morale, religiosa e politica. Sono comprensibili psicologicamente nella loro motivazione.