PRIONI, malattie da

Gruppo di malattie precedentemente attribuite a virus “lenti”, a causa della loro trasmissibilità all’animale dopo lunghi periodi di incubazione, oggi invece a una particolare proteina sprovvista di acido nucleico, detta “prione” o proteinaceous infectious particle. L’agente trasmissibile è un’isoforma anomala (PrPsc) della proteina prionica (PrPc). Questa è un peptide di 27-30 kD, che deriva dalla parziale proteolisi di una proteina di 33-35 kD, ed è un costituente normale della membrana cellulare codificato da un gene situato sul cromosona 20. La PrPsc (sc = scrapie) è un’isoforma proteasi-resistente a conformazione spaziale secondaria beta. La PrP alterata è presente solo nelle m. da prioni e può essere considerata un marker specifico post-mortem. La m. può essere la conseguenza di una mutazione del gene del prione, oppure di una contaminazione con interazione diretta o tramite una proteina intermediaria (chaperonne) fra la PrPc sintetizzata dall’ospite e la proteina estranea; in tale maniera si giungerebbe all’accumulo dell’isoforma anomala. Neuropatologicamente, le lesioni (non infiammatorie) sono caratterizzate da degenerazione spongiforme di tutti gli strati corticali, dei nuclei della base e dello strato molecolare della corteccia cerebellare, con perdita neuronale, gliosi astrocitaria e talora depositi amiloidi (“placche kuru”). A livello di queste placche si può evidenziare la PrPsc. Sono considerate m. da prioni la m. di Creutzfeldt-Jakob, il kuru, la s. di Gerstmann-Straussler-Scheinker e l’insonnia fatale familiare. M. da prioni nell’animale è lo scrapie delle pecore e l’encefalopatia spongiforme bovina.