Farmaco appartenente alla classe
degli inibitori dell’enzima anidrasi carbonica, i primi a essere utilizzati come
diuretici; trattasi di derivati non sostituiti della sulfonamide, sviluppati in
passato a partire dalla constatazione che le prime sulfonamidi, ad azione
batteriostatica, erano in grado di indurre acidosi metabolica con escrezione di
grandi quantità di urine alcaline. Il gruppo sulfonamidico
(SO2NH2) dell’acetazolamide media l’inibizione dell’attività
dell’anidrasi carbonica a livello del rene, ove deprime il riassorbimento del
bicarbonato a livello del tubulo prossimale, del corpo ciliare dell’occhio e dei
plessi corioidei, impedendo la secrezione del bicarbonato stesso, rispettivamente
nell’umor acqueo e nel liquor cefalo-rachidiano. Ben assorbita per via orale, i suoi
effetti collaterali più frequenti consistono nell’induzione di parestesie,
sonnolenza, acidosi metabolica ipercloremica, ipopotassiemia e nefrolitiasi. Non più
utilizzata nella pratica clinica come farmaco diuretico, viene attualmente impiegata
in varie condizioni patologiche: l’indicazione più comune è rappresentata dal suo
impiego nella terapia cronica del glaucoma, poiché, ostacolando la secrezione di
bicarbonato a livello del corpo ciliare, contribuisce a ridurre la formazione di
umor acqueo, diminuendo in tal modo la pressione endo-oculare; viene utilizzata come
coadiuvante nel trattamento dell’edema cerebrale, nella profilassi della malattia da
alta quota e nella correzione delle condizioni di alcalosi metabolica. Per la sua
proprietà di favorire l’escrezione renale di potassio, viene inoltre utilmente
impiegata in ambito neurologico per alcuni tipi di paralisi periodiche (paralisi
periodica iperpotassiemica familiare, paralisi normopotassiemiche sodio-sensibili) e
nella distrofia miotonica di Steinert. Da ricordare anche due condizioni specifiche
di cui l’acetazolamide rappresenta il trattamento di elezione: la
miotonia
congenita
sensibile
all’acetazolamide
e
l’atassia
periodica
ereditaria
sensibile
all’acetazolamide
. L’acetazolamide è anche un farmaco antiepilettico ad ampio spettro, efficace
in diversi tipi di crisi e utilizzato con particolare indicazione nel trattamento
dell’epilessia catameniale.

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