PSICOLOGIA SOCIALE

Disciplina che rientra nell’ambito della psicologia generale, pur avendo una sua autonomia; ha per oggetto gli aspetti sociali del comportamento umano, occupandosi di diversi ambiti di ricerca: fattori socioculturali sottostanti lo sviluppo della personalità, componenti sociali delle singole funzioni psichiche, rapporto interpersonale, dinamiche dei gruppi, intesi sia come piccoli gruppi sia come grandi aggregati umani, e psicologia dei mass-media.È dell’inizio del secolo l’opera La psicologia dei popoli di W. Wundt, superata anche a causa della tesi dell’inapplicabilità del metodo sperimentale in psicologia sociale. Opere fondanti la nuova disciplina vengono considerate La psicologia sociale di E.A. Ross e Introduzione alla psicologia sociale di W. McDougall, entrambe del 1908, caratterizzate da un’interpretazione istintualistica del comportamento sociale.Alcuni lavori, considerati storici in tale ambito, vennero utilizzati, in particolar modo in Francia e in Italia, per razionalizzare il significato delle frequenti rivolte popolari e del terrorismo di matrice anarchica – ad esempio la notissima Psicologia delle folle di G. Le Bon del 1915.Dopo gli anni Venti, la psicologia sociale acquisisce un carattere di scientificità superando le dottrine istintualistiche anche grazie all’influenza del neonato comportamentismo e dell’antropologia culturale. Anche la sociologia influenza le dottrine di psicologia sociale, al punto, in particolar modo negli anni Trenta, da rendere necessaria una differenziazione dei diversi ambiti: da un lato, il contesto collettivo costituisce oggetto di studio di entrambe, dall’altro la sociologia si interessa del significato e delle determinazioni sociali dei comportamenti, mentre la psicologia li esamina in quanto espressi e vissuti dai singoli individui.Sarà solo dopo gli anni Quaranta che la psicologia sociale si distinguerà definitivamente dalla sociologia diventando scienza sperimentale, in particolar modo sotto l’influenza della Gestaltpsychologie (vedi
Gestalt) della scuola del Massachusetts, capeggiata da K. Lewin, che si interessa in particolare dello studio delle proprietà del “gruppo” inteso come “totalità”, non riducibile alle caratteristiche dei singoli membri. La psicologia sociale contemporanea è, inoltre, fortemente influenzata da Freud, in particolare dall’opera Psicologia delle masse e analisi dell’Io (1921).L’oggetto per eccellenza della psicologia sociale è il processo di socializzazione, caratteristica alla condizione umana. Essa si suddivide in tre fasi: la relazione diadica, fondata sul bisogno fondamentale della gratificazione dei bisogni (relazione madre-bambino), la relazione triadica che si sviluppa col raggiungimento di una maggior autonomia e l’accettazione del confronto-competizione con una terza figura (paterna), la relazione di gruppo caratterizzata da vissuti di competitività (prima fra fratelli, poi nei confronti di individui esterni alla famiglia).Nell’ottica psicodinamica, sono i vissuti di angoscia che spingono gli uomini alla socializzazione e questa richiede la presenza di un oggetto gratificante per essere superata; i sentimenti di colpa legati alla separazione dall’unità familiare originaria e dunque connessi al timore di una separazione definitiva da essa. Ogni ambito teorico ha una sua interpretazione del processo di socializzazione: nella psicologia dell’età evolutiva è una tappa del processo evolutivo, mentre il cognitivismo sottolinea come la socializzazione sia promossa da un interesse reale per l’ambiente che il soggetto percepisce in base al proprio livello cognitivo, inoltre correlato alle sue precedenti esperienze. Ogni individuo interagisce con la rappresentazione che ha degli altri, i quali, a loro volta, hanno una rappresentazione di lui. La psicologia sistemica considera l’individuo inserito in una rete ed è agendo su quel sistema, piuttosto che sul singolo individuo, che diviene possibile modificare le relazioni individuali.Importante risulta, infine, il concetto di sociopatia, inteso sia come mancanza di socializzazione (asocialità) sia come gestione abnorme delle relazioni (antisocialità o, nei casi estremi psicopatia).La psicologia sociale si occupa dello studio e della valutazione dei processi di risocializzazione o degli interventi tesi a ridurre la dissonanza cognitiva che, in alcuni individui, non ha consentito il processo di socializzazione.