Nome che Melanie Klein ha attribuito al tentativo, nato dalla posizione depressiva (vedi
Kleiniana, teoria), di rimediare alla distruzione dell’oggetto d’amore interno ed esterno. Esso può essere attaccato e danneggiato in fantasia dal bambino, attraverso le difese maniacali, con un senso di onnipotenza o tramite meccanismi ossessivi, implicanti la ripetizione coatta dell’attività riparatrice, oppure grazie alla sublimazione , sintomo della vittoria della riparazione, e quindi delle pulsioni di vita su quelle di morte. Presupposti della riparazione sono la scissione , intesa come separazione dell’oggetto buono da quello cattivo, e il successivo riconoscimento dei sentimenti cattivi come propri: la consapevolezza che si è odiato, attaccato e danneggiato fantasmaticamente quello stesso oggetto che si desiderava è all’origine della riunificazione degli oggetti interni, degli oggetti parziali in un unico oggetto totale. Quindi, la riparazione intesa dalla Klein come riparazione alla colpa di aver danneggiato l’oggetto rappresenta un momento fondamentale nello sviluppo della mente, in quanto causa dell’insorgenza della posizione depressiva. Quando, invece, gli attacchi sadici contro il corpo materno e il suo contenuto cui si dedica il bambino causano in esso incertezza circa i suoi mezzi riparatori, il senso di colpa ossessivo che ne consegue può avere il suo corrispettivo a livello dell’inibizione intellettiva, oppure se il senso di colpa non viene tollerato dall’apparato mentale, viene espulso, proiettato in persecuzione, causando ulteriore aggressività e distruttività. In tal senso, quindi il lavoro di elaborazione del senso di colpa nella riparazione, viene dalla Klein assimilato al lutto e al lavoro interiore che segue tale perdita.

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