La tomografia computerizzata (TC) è una metodica diagnostica che utilizza un fascio di raggi X per esaminare un sottile strato o un volume planare di un tessuto. La metodica è basata sulla ricostruzione della distribuzione spaziale della diversa densità dei tessuti.Per ricostruire l’immagine radiologica, vengono utilizzate formule matematiche, in particolare un algoritmo, la back projection filtrata. Vengono analizzati sottili strati di tessuto e, successivamente, una serie di rilevatori misura la quantità di raggi X che passa attraverso un’area di tessuto, permettendo così il processo di ricostruzione dell’immagine. A prescindere dal tipo di apparecchiatura TC, vengono utilizzate, quindi, una sorgente radiogena e una serie di rilevatori che circondano il paziente. In seguito, un computer rielabora le immagini che sono, infine, riprodotte su pellicola. Le apparecchiature più usate permettono di ricostruire l’immagine secondo un piano di sezione assiale, ma attualmente sono possibili indagini secondo altri piani dell’oggetto.Nell’analisi tomodensitometrica, i dati derivanti sono espressi in forma numerica secondo una scala di densità (la più adottata è la scala Hounsfield), che considera convenzionalmente lo zero in corrispondenza della densità dell’acqua, i valori negativi per il tessuto adiposo e l’aria, mentre i valori positivi sono riservati agli altri tessuti sino a quelli massimi che corrispondono al tessuto osseo (valori da -1000 a +1000). Questi valori corrispondono, poi, alle varie tonalità di grigio (o a diversi colori) secondo una scala ad ampiezza variabile con conseguente rappresentazione differenziale dei vari tessuti.Le scansioni TC possono essere effettuate con o senza iniezione endovenosa di mezzo di contrasto (mdc), il quale viene impiegato per incrementare la densità di aree patologiche non chiaramente evidenziate o definite nelle scansioni precedenti all’infusione di contrasto: l’aumento di densità si manifesta nelle aree dove è avvenuta una rottura della barriera ematoencefalica o dove è presente un aumento di vascolarizzazione. La procedura prevede la somministrazione a bolo di mdc nella quantità di 1,5-2 cc/kg di peso corporeo, cercando poi di mantenere il livello ematico del composto al di sopra di valori minimi identificati dai ricercatori: in pratica, si somministra in maniera continua per fleboclisi la quantità aggiunta di mdc o si praticano successive introduzioni seriate di nuovi quantitativi. Il tipo di accumulo di contrasto in una determinata lesione sembra sia caratteristico, entro certi limiti, della natura della lesione stessa, in base a caratteristiche in termini densitometrici, morfologici e di tempo (vedi anche
Neurodiagnostica per immagini).

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