La sulpiride è un antipsicotico appartenente alla famiglia delle benzamidi sostituite.Il principale meccanismo di azione della sulpiride è rappresentato dall’azione antagonista a carico dei recettori dopaminergici di tipo D2 e, in parte, dei recettori D3 e D4, con maggiore specificità d’azione a livello dei circuiti meso-cortico limbici rispetto a quelli nigrostriatali. Il farmaco è praticamente sfornito di attività adrenolitica, anticolinergica e antistaminica.La sulpiride dimostra un assorbimento lento e incompleto per os, con picchi plasmatici entro 2-8 ore. La sua emivita plasmatica è di 8 ore circa.Il range di indicazioni delle benzamidi sostituite è molto ampio e, per alcuni aspetti, aspecifico: la sulpiride viene impiegata, a dosaggio elevato, nei disturbi psicotici (come bloccante dei recettori dopaminergici) e, a dosaggio inferiore, negli stati depressivi endogeni e reattivi, nei disturbi somatoformi, specie con cenestopatie e somatizzazioni viscerali, e, più frequentemente in passato, come coadiuvante nell’ulcera gastrica o come antiemetico.La posologia come antipsicotico può superare i 600 mg/die, mentre sul versante somatoforme o depressivo viene abitualmente prescritta fra i 100 e i 300 mg/die.I principali effetti collaterali della sulpiride sono dovuti al blocco dei recettori dopaminergici sia a livello tubero-infundibolare (sintomi endocrinologici) sia, con minore frequenza, a livello dei recettori nigro-striatali (sintomi neurologici extrapiramidali). Fra i sintomi endocrinologici il più frequente è la comparsa di iperprolattinemia, a cui si accompagnano talora galattorrea, ginecomastia, aumento ponderale, dismenorrea, disturbi della libido. Fra i sintomi neurologici extrapiramidali possono comparire, soprattutto nelle persone predisposte, quali gli anziani, discinesie precoci o tardive, ipertono, tremore, acatisia, ecc.La sulpiride è assolutamente controindicata in soggetti portatori o con anamnesi di patologia mammaria.

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