Dicembre 5, 2020 in B

È un disturbo della condotta alimentare caratterizzato dal ripetersi di episodi caratterizzati dall’ingestione di grandi quantità di cibo in un periodo limitato di tempo, spesso accompagnato da alterazioni dell’umore e da condotte finalizzate all’eliminazione del cibo ingerito o alla neutralizzazione del suo effetto sull’incremento ponderale.La bulimia nervosa è di gran lunga più frequente nel sesso femminile e la percentuale relativa di soggetti maschi è del 10-15%. L’età di esordio più frequente è intorno ai 18 anni, con un range tra i 12 e i 35 anni. La durata media della malattia è di 5 anni, la razza bianca, di classe socioeconomica medio elevata è la più colpita.Da poco tempo tale disturbo ha ottenuto un’autonomia nosografica indipendente dall’anoressia o dall’obesità, anche se vi può essere una parziale sovrapposizione sintomatologica (presenza di crisi bulimiche, restrizioni dell’apporto calorico, timore di incremento ponderale, condotte di eliminazione, alterata percezione corporea).Secondo la classificazione del DSM-IV il termine bulimia nervosa ha sostituito quello di bulimia a indicare un’intera sindrome di cui la bulimia fa parte e non più soltanto le caratteristiche sintomatologiche di “abbuffata”.Al fine di rendere più omogenee le diagnosi, si richiede che vengano soddisfatti tutti i criteri elencati, primo fra i quali la presenza di ricorrenti crisi bulimiche caratterizzate dall’ingestione in un periodo limitato di tempo (che di solito è

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